Guida ai misteri e piaceri di Palermo

Nonfiction, Social & Cultural Studies, Social Science, Sociology, Urban, Biography & Memoir
Cover of the book Guida ai misteri e piaceri di Palermo by Pietro Zullino, Dario Flaccovio Editore
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Author: Pietro Zullino ISBN: 9788857903842
Publisher: Dario Flaccovio Editore Publication: November 3, 2014
Imprint: Dario Flaccovio Editore Language: Italian
Author: Pietro Zullino
ISBN: 9788857903842
Publisher: Dario Flaccovio Editore
Publication: November 3, 2014
Imprint: Dario Flaccovio Editore
Language: Italian

Questo libro, una sorta di fotografia globale con cui Pietro Zullino immortala Palermo nel 1973, è di un realismo mozzafiato e drammaticamente abbacinante. Abbraccia questa città e la sua storia – dalle origini dei suoi mali e fino a quando il giornalista l’ha osservata e raccontata – con uno stile ricco e coinvolgente e soprattutto con uno sguardo lungo, acuminato e immensamente profetico. La Storia che segna ma non insegna; la Cultura fatta a pezzi, metaforicamente e materialmente, come i nostri capolavori e monumenti consegnati all’incuria e alla disgregazione; la mafia artatamente dipinta dall’opinione pubblica come fenomeno pittoresco e risibile (quando, di contro, Zullino affermava già: “Cosa pubblica è un’espressione senza senso: esiste solo Cosa nostra”); la Giustizia resa farsa nei tribunali e nelle corti d’assise per denegare la verità, per infamare chi indaga volendo spazzare via il marcio e per deviare le piste scovate da coloro – pochi e coraggiosi – che non si fanno intimidire; e ancora, il sacco edilizio, lo strapotere delle banche, i delitti e i casi giudiziari di matrice oscura (Giuliano, De Mauro, Mattei e altri), la corruttela amministrativa, la tracotanza distruttiva dei palermitani, i guadagni facilissimi e fulminei, i clientelismi e i legami mafia-politica: emergenze e storture bollate dai più, all’epoca, come chiacchiere di una stampa millantatrice, mistificatrice. L’autore di questo libro, uomo sensibile, arguto, battagliero, colto e chiaroveggente, scatta e ci consegna l’immagine di una Palermo, scenario di multiformi misfatti, radicati e nuovi. A dispetto del titolo del volume, che sembra alludere a una guida turistica, in queste pagine si legge di una città senza piaceri – perché qui il bello e il buono sono da sempre travolti e adulterati – né misteri, perché un illuminato Zullino li aveva già individuati e svelati quasi tutti.

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Questo libro, una sorta di fotografia globale con cui Pietro Zullino immortala Palermo nel 1973, è di un realismo mozzafiato e drammaticamente abbacinante. Abbraccia questa città e la sua storia – dalle origini dei suoi mali e fino a quando il giornalista l’ha osservata e raccontata – con uno stile ricco e coinvolgente e soprattutto con uno sguardo lungo, acuminato e immensamente profetico. La Storia che segna ma non insegna; la Cultura fatta a pezzi, metaforicamente e materialmente, come i nostri capolavori e monumenti consegnati all’incuria e alla disgregazione; la mafia artatamente dipinta dall’opinione pubblica come fenomeno pittoresco e risibile (quando, di contro, Zullino affermava già: “Cosa pubblica è un’espressione senza senso: esiste solo Cosa nostra”); la Giustizia resa farsa nei tribunali e nelle corti d’assise per denegare la verità, per infamare chi indaga volendo spazzare via il marcio e per deviare le piste scovate da coloro – pochi e coraggiosi – che non si fanno intimidire; e ancora, il sacco edilizio, lo strapotere delle banche, i delitti e i casi giudiziari di matrice oscura (Giuliano, De Mauro, Mattei e altri), la corruttela amministrativa, la tracotanza distruttiva dei palermitani, i guadagni facilissimi e fulminei, i clientelismi e i legami mafia-politica: emergenze e storture bollate dai più, all’epoca, come chiacchiere di una stampa millantatrice, mistificatrice. L’autore di questo libro, uomo sensibile, arguto, battagliero, colto e chiaroveggente, scatta e ci consegna l’immagine di una Palermo, scenario di multiformi misfatti, radicati e nuovi. A dispetto del titolo del volume, che sembra alludere a una guida turistica, in queste pagine si legge di una città senza piaceri – perché qui il bello e il buono sono da sempre travolti e adulterati – né misteri, perché un illuminato Zullino li aveva già individuati e svelati quasi tutti.

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